La moda prima del made in Italy
- News
- 16/08/2026
Fotografia
La moda prima del made in Italy
di Aldo Dalla Vecchia
C’ è stato un periodo in cui la moda nel nostro Paese non era ancora il “made in Italy” celebrato, osannato e copiato in tutto il mondo, ben prima dell’affermazione di nomi destinati a diventare storici come Giorgio Armani, Krizia, Gianni Versace. Siamo nell’Italia del secondo dopoguerra mondiale, alle origini del boom economico che coinvolgerà e beneficerà tanti settori, moda compresa. Anche se la parola “stilista” non esiste ancora, e si parla di “sarti”, “modiste”e “atelier”, l’importanza dell’abbigliamento è già in primissimo piano. Si pensi, solo per fare un esempio eclatante, alle meravigliose mises di Mina, regina degli spettacoli televisivi del sabato sera, per la quale le più grandi case di moda preparavano abiti indimenticabili, con geometrie folli, tinte coraggiose, fantasie audacissime. È intorno a questo fantastico mondo ancora poco esplorato che si muove il lavoro di Oreste Alabiso, professionista dell’immagine che ha privilegiato nella sua ricerca Brescia, mostrandoci nelle sue foto di moda non solo la nuova foggia degli abiti di quel periodo, gli anni Sessanta del Novecento, ma un’inedita voglia di leggerezza e modernità. A lui è dedicata la mostra che inaugura martedì 18 agosto 2026 alle 20 e 45 alla Chiesa di San Pietro, nell’ambito del Tignale Summer Festival. L’esposizione, intitolata Oreste Alabiso. La moda negli anni ’60, è inserita nell’affascinante progetto Qualcosa è cambiato. 10 fotografi bresciani dai primi 900 a oggi, a cura di Roberto Mutti. L’esposizione continuerà fino al 15 settembre 2026.
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