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Dietro le quinte della tivù

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  • 08:23

Libri

 

Dietro le quinte della tivù

 

di Aldo Dalla Vecchia

 

Anche nell’era di Internet e dei social, la televisione rimane centrale, con ascolti ancora altissimi, specie per le partite di calcio, i programmi-evento (uno su tutti il Festival di Sanremo), i sabato sera come Ballando con le stelle. Aspettando l’appena annunciato ritorno di Fiorello su Rai 1, che sicuramente ci regalerà emozioni, risate e record di telespettatori e di share. E se il piccolo schermo di oggi continua ad irradiare la sua luce e il suo fascino quasi 73 anni dopo il primo giorno di trasmissioni, domenica 3 gennaio 1954, non c’è dubbio alcuno che la tivù di un tempo conservi un’aura magica inscalfibile e unica. Per questo mi sono divertito e, in alcuni passaggi, quasi commosso, leggendo il volume di Fabrizio Binacchi Sorprese in tv. Luoghi e personaggi visti da molto vicino (CN, I tascabili di Oligo Editore, 2026, pp. 108, 14 euro). Binacchi, nato a Suzzara (Mantova) nel 1960, è giornalista, conduttore, docente universitario, che ha attraversato l’epoca d’oro del piccolo schermo di casa nostra, e ce la racconta nel dettaglio, con abbondanza di aneddoti, nomi, curiosità: dal primo incontro con Enrico Mentana, il 16 giugno 1988 in Rai, con tanto di feroce e gustoso scambio di battute fra i due (non ve lo spoilero, lo potete trovare a pagina 25), alla conduzione di Linea Verde quando era in contemporanea direttore della sede Rai di Milano, e spesso non aveva il tempo di cambiarsi tra un servizio in una stalla e una riunione operativa negli uffici di Corso Sempione, dove entrava con i jeans e i giubbotti indossati a Linea Verde. Il libro è appassionante anche perché, grazie ai suoi tanti incarichi di rilievo in numerose sedi televisive Rai (Roma, Milano, Bologna…), Binacchi può raccontare in prima persona gli imprevisti della diretta, le notizie anche gravi che arrivano proprio durante la conduzione di un telegiornale, le alzatacce prima dell’alba per essere pronto in redazione a Unomattina. Tra gli infiniti aneddoti raccontanti con stile sapido e asciutto, ve ne propongo uno tra i più curiosi e inconsueti: «La domenica quando ero di turno al Tg1, si andava alla messa delle 12:30 nella Cappella di via Teulada. Celebrava il cappellano e durava meno di venticinque minuti. A volte venivo scelto per leggere una lettura, la seconda. La prima di solito la leggeva benissimo l’annunciatrice Rosanna Vaudetti. Non eravamo in molti ad andare alla messa in Rai della domenica, una decina o poco più, ma era garantita un’atmosfera raccolta e serena che ricordo con grande affetto». 

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